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Canavese

Il Canavese (Canavèis in lingua piemontese) è una storico-geografica del Piemonte estesa tra la Serra di Ivrea, il Po, la Stura di Lanzo e le , ossia il territorio compreso tra Torino e la Valle d'Aosta.

Il territorio, solcato dai fiumi Dora Baltea, Chiusella, Soana, Malone e Orco, è dominato da colline moreniche (le Serre di Ivrea e i Colli d'Erbaluce di Caluso) e dal massiccio del Gran Paradiso, che contornano la vasta area pianeggiante intorno a Chivasso. Numerosi i laghi glaciali, tra cui spiccano quello di Candia Canavese e quello di Viverone al confine orientale con il biellese.
La capitale storica del Canavese è Ivrea, città di origine celtica poi sede di una colonia romana, Eporedia, da cui traggono il nome i suoi abitanti detti, appunto, eporediesi. Nonostante ciò, il toponimo deriva dall'antico abitato di , Canava, posto sulle rive dell' o, probabilmente, secondo teorie accreditate, da un'antica coltivazione in zona della canapa. Gli abitanti della regione sono detti canavesani.
Il Canavese è generalmente suddiviso in Alto Canavese (i dintorni di , Rivarolo Canavese, Castellamonte e valli Orco e Soana), (i dintorni di Ivrea, racchiusi dal suo anfiteatro morenico) e Basso Canavese (dintorni di Caluso fino a Chivasso, e al Torinese).

Come attestano i numerosi reperti rinvenuti a partire dagli anni novanta, il Canavese è abitato fin dal V secolo a.C., quando una tribù celtica, proveniente dalla , i Salassi, si stanziò nella regione. In seguito ai Salassi[1] il Canavese venne dominato dai Romani per oltre cinque secoli: risale a questo periodo la fondazione di Eporedia, l'attuale Ivrea, snodo importante per il commercio con le Gallie. Pregevoli testimonianze relative a quest'epoca sono state rinvenute sotto la chiesa di San Benigno Canavese, dove è presente un mosaico romano, appartenente a un'antica abitazione di periodo imperiale.
Dopo la caduta dell'Impero Romano, il Canavese fu capitale di un ducato longobardo e di una contea franca (verso la fine del VIII secolo d.C.) e acquisì notevole importanza sotto Arduino, re d'Italia tra l'anno 1000 e il 1015 [2], che fu il primo a dare un'idea di unità. Sorgono, così, le piccole dinastie dei "Conti Rurali" dall'autorità assoluta ed insindacabile, che diedero poi vita al feudalesimo. Nel Trecento la regione fu teatro delle rivolte dei Tuchini , genti povere che si ribellarono contro lo strapotere dei signori feudali, uccidendo simbolicamente i loro cani. Nel Basso Medioevo il territorio passò dapprima alla dominazione ecclesiastica, poi al Monferrato e, a partire dal XV secolo ai Savoia.
Verso la fine del Settecento i francesi invasero il Canavese e vi imposero le nuove leggi e di costumi giacobini della rivoluzione provocando la rivolta della popolazione già lacerata dai numerosi e interminabili conflitti. Nei primi dell'Ottocento la situazione si fece particolarmente difficile poiché Napoleone dopo la vittoria di Marengo penetrò a Torino provocando l'insurrezione dei paesi del Canavese che, tuttavia, restarono sotto il suo dominio fino al 16 aprile 1814, quando subentrarono i Savoia. Nel XIX secolo si svilupparono nuove industrie e rifiorirono l'artigianato e l'agricoltura, lasciando tracce indelebili nel paesaggio della regione.



Articolo tratto da: Wikipedia



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