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Agliè

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STORIA

Agliè, città di origine romana fra le colline della frazione di Santa Maria delle Grazie, deve molto probabilmente il suo nome al colono romano Alliacus. La prima menzione nei documenti locali risale al 1141.
Agliè non partecipò mai alle rivolte antifeudali e antisavoiarde del
secolo XIV, divenne però, suo malgrado, teatro dello scontro civile tra i guelfi di San Martino d'Agliè e i ghibellini Conti di Volperga.
Nel
XIV secolo, senza una guida stabile, subì due saccheggi ad opera di mercenari.
Nel
1355 fu donata dall'imperatore Carlo V ai Conti di Monferrato, i quali incapaci di mantenere una stabilità politica, lasciarono la città in preda a saccheggi e devastazioni che ne decimarono la popolazione. La pace arrivò nel 1391 con i Savoia, i quali si impegnarono a distribuire concessioni alla popolazione e talvolta anche privilegi.
I primi statuti comunali furono redatti nel
1448, oggi conservati nell'archivio municipale.
La guerra tornò a sconvolgere la città nel
XIV secolo, con la lotta tra la Savoia e la Francia. Nel 1561 fu ristabilita la pace e i conti, signori locali, giurarono fedeltà al duca Emanuele Filiberto di Savoia.
Uno dei personaggi più importanti nella storia di Agliè è
Filippo San Martino.
Luogotenente della Compagnia delle Corazze di Vittorio Emanuele I nel
1630, Filippo appoggiò i madamisti (aristocratici sostenitrici di Cristina di Francia) quando Cristina di Francia salì al potere. Divenne primo Ministro e consigliere personale della reggente e, grazie alle doti diplomatiche, assicurò il trono a Carlo Emanuele. Nel corso della carriera Filippo si procurò molti nemici, uno fra questi fu il potentissimo Cardinale Richelieu che gli procurò l'arresto nel 1640. Liberato solo alla morte del prelato, Filippo San Martino si ritirò a vita privata nel castello di Agliè curandone il restauro e l'ampliamento.
La città venne acquistata nel
1764 da Carlo Emanuele III, per poi essere rivenduta al suo secondogenito Benedetto Maria Maurizio, duca di Chiabalese. La nuova reggenza apportò ulteriori modifiche al Castello e si impegnò nella costruzione di vie e piazze. Vennero, inoltre, edificate gallerie di collegamento fra il castello e la chiesa.
Durante il periodo napoleonico Agliè venne invasa dai francesi, i quali, nel
1796, spogliarono il castello del proprio mobilio e dei preziosissimi suppellettili conservati al suo interno.
Nel
1825, con la fine dell'era bonapartista, il castello fu preso in custodia da Carlo Felice che ne curò il restauro con progetti dell'architetto Borda di Saluzzo. Negli anni trenta, dopo lunghe trattative, i principi Savoia-Genova vendettero per sette milioni il castello allo Stato.

NUMERI UTILI

Ufficio Postale, 0124/330135
Croce Rossa Agliè, 0124/330252 - 0124/33953
Carabinieri Agliè, 0124/330103 - 0124/330153
Guardia medica, 0124/654111
Ospedale Ivrea, centralino 0125/4141
Ospedale Cuorgnè, centralino 0125/654111
Ospedale Castellamonte, centralino 0124/518111

DOVE MANGIARE

Azienda Agricola Vitivinicola Vezzetti Massimo, C.ne Vezzetti 128, Telefono 347/4646427

Ristorante Cantine Massogli, Telefono 0124/33704

Ristorante Il Sole, Via Principe Tommaso, 43

Ristorante C.ne Rogge, Telefono 347/6867588 - 0124/633356

Cantine Cieck Fraz. San Grato, Telefono 0124/330522 - fax: 0124/429284

Pizzeria Solopizza (da asporto), Via Marconi, Telefono 0124/429627

Hollywood Cafè, Via Principe Amedeo

Trattoria Scudo di Francia, Via Principe Amedeo 30, Telefono 0124/33354

Ristorate Bar Il Chiostro Via Michela 43, Telefono 0124/330183

Bar Nazionale Piazza Umberto I, Telefono 0124/33928

Bar Ristoro "Al Castello" Piazza Setificio, Telefono 0124/33902

DOVE PERNOTTARE

Albergo Ristorante Il Sole, Via Principe Tommaso, 43 - Tel. 0124 330192

COSA VISITARE

Castello Ducale
piazza del castello 1, Telefono 0124/330102
Costruito intorno al
XII secolo allo scopo di difendere la città da attacchi nemici. Nel corso dei secoli ha subito numerosi restauri; fra i più imponenti va ricordato quello effettuato da Filippo di San Martino che da fortezza fatiscente la trasformò in sontuosa residenza principesca.
Il castello fu ampliato con ben trecento stanze arredate con preziosissimi mobili e dipinti e sculture illustri.
Gran parte del mobilio e dell'oggettistica fu trafugata a seguito dell'invasione francese in epoca napoleonica. Il palazzo, infatti, fu utilizzato come ricovero per i soldati d'oltralpe in transito sul territorio.
Con l'acquisizione del
1825 da parte del re Carlo Felice, il castello subì un ulteriore restauro affidato ai disegni dell'architetto Michele Borda di Saluzzo.
La residenza è totalmente immersa nel verde, il suo
giardino in stile inglese e italiano offre una ricca varietà di fiori rari e alberi secolari. Il tutto preceduto da un lungo viale alberato e da una monumentale fontana settecentesca.
Nel
2002 la residenza sabauda è divenuta set della nota fiction Elisa di Rivombrosa. Le sue fattezze barocche ben si prestavano come scenario di una storia d'amore ambientata nell'alta società del tempo.
Venduto per sette milioni allo stato dai principi di Savoia-Genova, il palazzo è oggi aperto al pubblico con le sue grandi sale, le opere di altissimo valore e i reperti archeologici di epoca greca e romana.

Chiesa di Santa Marta
piccolo gioiello barocco frutto del progetto dell'architetto Costanzo Michela. Il santuario ha una struttura curviliena con un originale campanile e una suddivisione in tre aree a pianta centrale.

Villa Meleto
Telefono 0124/330150
A pochi chilometri dal centro cittadino è situata Villa Meleto, residenza del noto poeta
Guido Gozzano. La residenza, dall'estetica estremamente raffinata quasi a conciliare lo spirito dell'artista, è immersa nel verde con un ampio giardino e un romantico lago. L'arrendamento interno esprime un'atmosfera liberty che ben richiama le nuove tendenze artistiche del secolo e diviene ulteriore ispirazione per lo scrittore piemontese.

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